San Giacomo e il Natale

San Giacomo e il Natale

28 Novembre 2020 Off Di Redazione

Iniziamo questa rubrica, una sorta di finestra che ci farà riscoprire, di volta in volta, un aspetto della vita e degli scritti di Giacomo della Marca (1393-1476), il francescano di Monteprandone (AP) che Mariano da Firenze chiamava “una delle quattro colonne dell’Osservanza”.

Era il 1962 e Renato Lioi – religioso della Provincia dei Frati Minori della Toscana, ma nativo della Basilicata, grande studioso del Marchigiano – offriva un breve contributo nelle pagine della rivista «Cenacolo Serafico», bimestrale con redazione a Napoli, presso il convento di S. Maria La Nova. Il Lioi sceglieva per il suo scritto il titolo Il Natale del Signore nella predicazione di S. Giacomo della Marca: avvicinandosi il 25 dicembre del 2020 non sembra fuori luogo riprendere questi contenuti, nell’attesa di un Natale che, nonostante l’emergenza sanitaria, possa essere il più sereno possibile.

Renato Lioi si soffermava sulla constatazione che nel carisma francescano il tema del Natale è ben presente, a partire dall’Assisiate che secondo tradizione realizzò per primo il presepe: Giacomo della Marca non poteva perciò trascurare un sermone ad hoc nella sua produzione letteraria, lasciandoci in almeno due manoscritti oggi a Monteprandone una predica De nativitate.

Il testo segue, come d’altronde tutti gli altri sermoni, il modo di tenere e scrivere le prediche in età medievale, nello specifico con l’analisi di quattro ‘contemplazioni’ relative al mistero del Natale, affrontate via via nello svolgimento: il frate spiega il rapporto che c’è tra l’Incarnazione e, rispettivamente, la benevolenza divina, la dignità della natura umana, la magnificenza dei miracoli e l’onore della sua dimora tra gli uomini.

Molto altro viene aggiunto, ma il limitato spazio qui permette solo di richiamare una curiosità notata dal Lioi: uno dei manoscritti monteprandonesi, conosciuto come M 60, riporta l’anno in cui il sermone sul Natale fu composto, ovvero il 1475 (cfr. immagine, all’inizio della seconda riga).

L’informazione rinvia, dunque, al penultimo anno di vita di Giacomo della Marca, che già da qualche tempo si era trasferito nella città di Napoli: non è un semplice dettaglio, soprattutto se si considera che non disponiamo per i singoli sermoni del frate (salvo in pochissimi casi) di una cronologia precisa.

Anche se questo testo non è autografo ma è probabilmente dettato a un confratello, il particolare della data fa capire quanto ancora c’è da leggere e ricercare tra i materiali scritti da Giacomo della Marca, impegno che il Centro Studi dedicato al santo di Monteprandone porta avanti, tra le altre attività, ormai da diversi anni attraverso varie iniziative, da oggi anche tramite questa rubrica on-line.