25 anni di un libro speciale

25 anni di un libro speciale

2 Maggio 2021 Off Di Redazione

Una pubblicazione su un manoscritto di san Giacomo  

Era il febbraio del 1996 e nella nota collana Subsidia Scientifica Franciscalia dell’Istituto Storico dei Cappuccini di Roma veniva data alle stampe, con il n. 8, una monografia che da quell’anno in poi avrebbe inevitabilmente segnato la storia degli studi su Giacomo della Marca.

Il volume – dal titolo Un libro da bisaccia. Il codice 44 dell’Archivio Comunale di Monteprando­ne – compie dunque in questo 2021 il suo venticinquesimo anniversario: l’autrice, Maria Grazia Bistoni Grilli Cicilioni, umbra di origine ma residente da tempo nelle Marche, era allora docente di Codicologia all’Università degli Studi di Perugia, oggi (in realtà da alcuni anni) in pensione, tutta­via sempre attenta lettrice delle novità editoriali sul francescano piceno.

La pubblicazione appena citata è realmente un libro speciale: si tratta del primo lavoro monografico che indaga in maniera scientifica e nella sua totalità uno dei manoscritti utilizzati da san Giacomo, sebbene l’esemplare non rientri tra i cinque cosiddetti autografi, mostrandosi come un codice (con segnatura M 44) che raccoglie solo in parte sermoni del Marchigiano (copiati da altre mani del XV secolo), ai quali si affiancano sia prediche di autori anonimi e/o riconoscibili in nomi noti (ad esempio Bernardino da Siena, Bartolomeo da Pisa e Giordano da Pisa) sia materiali di predicazione attribuiti espressamente a Roberto Caracciolo da Lecce (1425-1495).

Il volume si articola in tre sezioni, ovvero un ampio e approfondito saggio iniziale, la Tabula ser­monum e gli apparati conclusivi (appendice bibliografica, indice delle testimonianze manoscritte e indice dei nomi): da osservare il richiamo nel sottotitolo all’Archivio Comunale di Monteprandone, che nel 1996 si presentava come il luogo di conservazione dei codici di san Giacomo, prima dell’al­lestimento e inaugurazione dell’attuale Museo Civico.

La studiosa nella Tabula sermonum restituisce la trascrizione delle parti iniziali e finali delle ses­santadue prediche attestate in M 44, corredando il lavoro di ricche annotazioni paleografiche e codi­cologiche; è, a ogni modo, la prima sezione della monografia, cioè il saggio di apertura, a rispecchiare maggiormente il senso critico dell’autrice, la quale si dimostra impegnata a ricostruire con metodo scientifico l’intreccio dei temi che ruotano intorno a M 44, affrontando non pochi interrogativi.

In oltre centosessanta pagine il lettore è così accompagnato in un percorso che si snoda dalla pre­sentazione del codice alla sua datazione e descrizione, puntando la lente d’ingrandimento sull’identità dei cinque copisti che si alternano nella stesura del manoscritto: il contenuto viene ampiamente svi­scerato, offrendo, tra gli altri aspetti, schema e lingua dei sermoni, nonché gli esiti di una puntuale ricerca testuale tra le prediche di Giacomo della Marca e quelle assegnate a Roberto Caracciolo, senza trascurare il consistente nucleo di exempla che M 44 riporta.

Una curiosità per concludere: tra i sermoni trascritti nel codice si distingue una predica di un altro marchigiano del XV secolo, il francescano – confratello di Giacomo – Agostino da Mombaroccio, del quale il manoscritto fa scoprire una seconda redazione del De nativitate Domini, testo edito nel 1986 da p. Adriano Gattucci, in precedenza noto solo attraverso uno dei cinque cosiddetti autografi del Monteprandonese, conservato dal XIX secolo presso la Biblioteca Apostolica Vaticana (Vat. lat. 7780).